21 gennaio 2013

moxa : tecniche di benessere naturale

MOXA

 

La parola “moxa”, che letteralmente significa “erba che brucia”, intende fare così riferimento ad un’antica pratica della Medicina Tradizionale Cinese nella quale veniva sfruttato, per il suo potere curativo, il calore generato dalla combustione di un erba in particolare, l’Arthemisia vulgaris.

Se ne ha menzione già nel VII secolo a.C., in epoca Zhou; tuttavia ben più antico sembra essere il suo impiego a scopo terapeutico. Già al tempo di Huang Di, l’Imperatore Giallo, il cui regno si perde nel mito (2697 a.C.?) queste esche di erba essiccata venivano chiamate “bastoncini magici”.

Note infatti erano le sue proprietà terapeutiche liberate al momento della combustione in concomitanza con l’efficacia data da un calore molto elevato, 500-600 C °.  L’Artemisia, una volta essiccata, veniva pestata in un mortaio e preparata in due diversi modi che consentono ancora oggi altrettanti differenti applicazioni del calore sulla cute: arrotolata e pressata  e infine avvolta in foglie di gelso a comporre sigari, oppure schiacciata in piccoli coni .

In questo ultimo caso veniva schermata da una piccola barriera costituita da strati di diverse sostanze vegetali, come una fettina di aglio, di zenzero, di patata o di miso, a seconda della necessità terapeutica

In ogni caso, la realizzazione manuale di questi piccoli coni variava nelle dimensioni, da uno “grande come un unghia di pollice”, ad uno “piccolo come un chicco di riso”, passando per uno “medio come l’unghia del mignolo”.

Scegliendo invece la tecnica della moxibustione indiretta, quindi il sigaro, l’applicazione del calore potrà essere non solo concentrata su di un singolo punto, rimanendo ad un paio di centimetri dalla superficie corporea, ma anche circolare coprendo così un’area più estesa.

L’applicazione del calore non è casuale ma segue sempre specifici punti del corpo, gli stessi dell’agopuntura, in corrispondenza dei meridiani energetici.

La filosofia taoista individua in ciascun componente dell’universo una forza yin – oscura, fredda, umida, lunare, femminile – contrapposta e complementare ad una yang – luminosa, calda, secca, solare, maschile –. Se una delle due si trova in eccedenza o in carenza rispetto all’altra si genererà uno squilibrio; ma ciascuna delle due energie, proprio per la loro contiguità e complementarietà, può essere “curata” intervenendo sull’altra

 

 Ecco perché la Moxa, con la sua concentrazione di calore “solare” liberato nella combustione, si rivela essenziale nelle condizioni di carenza energetica, in quelle aggravate da condizioni climatiche avverse e nel trattamento dei disturbi cronici nei quali il sintomo tipico avvertito dal paziente è la sensazione di vuoto e di freddo.

9 gennaio 2013

Il Massaggio Thailandese

MASSAGGIO TERAPEUTICO THAILANDESE

 

 

 

Quest’antica tecnica di massaggio,  che nel corso dei secoli si è affinata e organizzata fino all’attuale sistema, potendo così offrire tutti i suoi benefici terapeutici, non è originaria della Thailandia, bensì dell’India.

Indipendente sin dalle origini da qualunque tipo di trasmissione scritta, gelosamente custodito dai monaci del buddhismo tibetano, questo massaggio veniva tramandato oralmente da maestro ad allievo all’interno degli stessi monasteri o in famiglia.

Leggenda vuole che il suo ideatore fosse niente di meno che il confidente e amico, e forse anche medico personale, del Buddha. Anch ‘egli monaco, durante l’insegnamento itinerante del suo maestro, sarebbe venuto in contatto con i principi della Medicina Tradizionale Cinese.

La diffusione di questa tecnica di massaggio fino al suo stabilirsi nell’ attuale Thailandia intorno al III, II secolo a.C. andò di pari passo con quella della religione buddhista

Proprio in merito a tale sostrato filosofico si deve la particolare attenzione che questa pratica riserva all’intenzione con la quale il terapeuta esegue le manipolazioni sul paziente: prendersi cura con amore, comprendere che il massaggio non si esaurisce in una serie di manovre tecnicamente ben eseguite ma che concorre al ripristino di una buona salute generale e quindi del benessere non solo fisico ma anche psichico di chi si trova in questo tipo di necessità.

Il massaggio thai si avvale di alcune posizioni eseguite in modo passivo dello yoga fisico (Hata Yoga) contribuendo così ad aumentare l’elasticità dei tessuti e contemporaneamente a diminuire le contratture sia muscolari che articolari.

Dalla medicina Ayurvedica, in particolare, riceve il concetto di un corpo energetico, oltre a quello fisico, percorso dall’energia vitale che qui non prende più il nome di Qi, come nella concezione cinese, ma Prana.

Anche il Prana non si trova indistintamente disperso in questo corpo invisibile, ma canalizzato lungo linee precise chiamate Prana Nadi in numero di ben 72000.

Il monaco che elaborò questa tecnica di massaggio imparò a sfruttarne 10, le principali. Proprio grazie all’azione a livello energetico, queste pratiche, come il Tuina, sono in grado di aumentare il Prana e quindi le difese immunitarie, migliorare l’umore e l’irrorazione sanguigna con conseguente rilassamento delle tensioni muscolari.

Il massaggio terapeutico thailandese offre la possibilità di non tralasciare alcuna parte del corpo e di trattare efficacemente patologie legate a disfunzioni di organi e visceri attraverso il lavoro sui Prana Nadi, i meridiani energetici, ad essi collegati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 gennaio 2013

trattamento della sindrome ansioso-depressiva nella medicina cinese

TUINA PER IL TRATTAMENTO DELLA SINDROME ANSIOSO DEPRESSIVA

Il termine “Tuina”- parola composta da “tui” “spingere”e “na” “pinzettare”, “afferrare” – serve ad indicare il Massaggio Tradizionale Cinese, antichissima pratica che rientra – insieme all’agopuntura, alla moxibustione e all’uso terapeutico delle piante – nello straordinario tesoro di conoscenza ed esperienza della millenaria Medicina Tradizionale Cinese.

Il primo trattato di medicina cinese, il Huang Di Neijing Suwen, viene attribuito infatti al mitico Imperatore Giallo, Huang Di, vissuto forse nella seconda metà del III millennio a.C.

Rispetto alle altre metodologie sopra accennate impiegate per la cura di varie patologie, il massaggio pare essere il più antico. Ancora oggi viene considerato in Cina superiore all’agopuntura permettendo, rispetto a quest’ultima, un’azione riequilibrante generale poiché meno circoscritta rispetto a quella ottenuta trattando la zona con l’ infissione dell’ago.

Per comprendere cosa sia il massaggio cinese e quale sia la sua efficacia è necessario conoscere uno dei principi basilari della teoria della medicina cinese: il qi, o “energia vitale”. Così come il sangue fluisce attraverso vasi , arterie e capillari , anch’esso circola all’interno del corpo umano per mezzo di una rete di canali neuro-muscolari detti meridiani collegati agli organi interni. I punti individuati sui 12 meridiani sono in tutto 365.

La  presenza di stasi o blocchi energetici all’interno di un meridiano, con conseguente impossibilità di circolazione per il qi , contribuisce a creare uno stato di intossicazione generale di tutto l’organismo sia a livello organico, per reale minore circolazione del sangue, che a livello emozionale.

Anche la sindrome ansioso-depressiva, come effetto di squilibri energetici, rientra quindi nelle competenze del Tuina.

 Il problema di quella che genericamente viene chiamata ansia e che spesso è accompagnata dai sintomi di una vera e propria depressione, sembra essere più diffuso di quanto non si pensi, ben un italiano su cinque ne soffrirebbe.

Rimanendo nell’ambito delle medicine alternative, sia l’agopuntura che i fiori di Bach già da diversi anni vengono impiegati per ottenere risultati nel controllo di questa sindrome così invalidante per chi ne subisca gli effetti.

Anche quando non ci si trovi in presenza di veri e propri attacchi di panico, un’ansia generalizzata che si protrae per lungo tempo mantenendoci sempre in uno stato di tensione, che genera sintomi spiacevoli legati al sistema nervoso involontario ( sudorazione, tremore, gola secca, respiro difficoltoso, nausea, vertigini, diarrea) si rivela senz’altro problematica da gestire innescando così quei sintomi depressivi che non fanno che aggravare il quadro della situazione.

Le emozioni, ci insegna la Medicina Tradizionale Cinese, hanno dunque un “peso” sul nostro organismo.

Con il Tuina specifico per questa patologia è possibile “ripulire” e “riaprire” i canali energetici bloccati riportando il corretto fluire del qi attraverso gli stessi e negli organi correlati ottenendo così anche il libero e positivo fluire delle emozioni.